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"A te, ghalibaf, dagli occhi di ebano, A te, tessitrice, dalle mani stanche, A te, le cui dita hanno intrecciato la storia infinita di uomini, leggende, eroi. A te che spenti i sorrisi giovanili, hai fatto seguire i silenzi della maturità A te che ora attendi che tutto si compia con le spalle curve. A te che hai fatto abbassare lo sguardo a chi superbo, fissa in alto. A te che mi costringi nell'ordito delle tue lane, alla memoria della tua gente, con sulle labbra una preghiera. "
Sala del Museo del Tappeto di Taher Sabahi
I Leoni di Shiraz. Esposizione di tappeti Qashqai
Corso Vittorio Emanuele II, 38 Torino - 21.12.18|23.02.19
Gualdrappe orientali. Coperte da cavallo e da sella
Torino, Sabahi Gallery - 26.09.09|31.12.09
I turkmeni e i loro tappeti
Torino, Galleria Sabahi - 20.11.08|25.02.09
SUZANI - Ricami dell'Asia centrale
Torino - 23.03.07|21.04.07
I turkmeni e i loro tappeti
Torino, Galleria Sabahi - 20.11.08|25.02.09
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Secondo un’antica tradizione risalente all’XI secolo, l’origine del termine “turkmeno” deriverebbe dal persiano tir – pronunciato dai turchi tür, che significa “freccia” – e da kàmon, pronunciato keman dai turchi, che sta per “arco”. I persiani, dunque, avrebbero attribuito ai turkmeni questo nome per indicare che essi erano degli esperti arcieri. Con il tempo, le popolazioni turche avrebbero dimenticato il significato della parola e avrebbero confuso il suffisso man (poi diventato men) con la parola turca che significa “io” (in gran parte delle lingue turche, infatti, turkmen significa “io sono turco”).

Gli abitanti dell’attuale Turkmenistan discendono dal ceppo turco degli oghuz della Transoxiana, vale a dire la porzione occidentale del Turkestan, regione che comprende fino allo Xinjiang cinese. Originaria dei monti Altai, questa popolazione ha lasciato tracce della sua presenza nell’area già in tempi antichissimi (V-VII millennio a.C.).

Nel corso della loro storia, così, i turkmeni dovettero sopportare diverse guerre e invasioni. I persiani achemenidi conquistarono il loro territorio nel VI secolo, occupato da Alessandro Magno due secoli più tardi. Il dominio ellenistico durò circa 150 anni, finché le terre turkmene non passarono nelle mani dell’impero partico, la cui capitale fu stabilita a Nisa, a 25 km dalla moderna capitale Asgabat. Durante questo periodo, il Turkmenistan assunse importanza come tappa della via della seta, la principale via per gli scambi commerciali tra Asia ed Europa. Nel III secolo, con la caduta dei Parti, il dominio dell’area passò ai Sasanidi.
Fu quindi la volta degli arabi, che mantennero in controllo della zona fino al IX secolo. Seguì poi la dominazione dello sterminato impero dei sultani turchi selgiuchidi. Nel XIII secolo furono i mongoli di Gengis Khan a impadronirsi del Tukmenistan, che dominarono per circa 150 anni. Un nuovo conquistatore di origine mongola, Tamerlano, vi affermò il suo potere, quindi, nel XIV secolo.

Innumerevoli dominazioni e lotte interne si susseguirono fino alla fine del XIX secolo, quando la Russia conquistò il territorio. Nel 1924, in seguito alla Rivoluzione russa del ‘17, il Turkmenistan divenne una delle repubbliche dell'Unione Sovietica, acquisendo i confini che ancora oggi lo delimitano. Il crollo dell’U.R.S.S., del 1991, diede la possibilità al Paese di ottenere l’indipendenza e di divenire repubblica autonoma. Il paesaggio del Paese è spettacolare e ben più vario di quanto non ci si aspetterebbe da un paese occupato per il 90% dal deserto (il famoso Karakum). A est ci sono i canyon e le lussureggianti montagne della Riserva naturale di Kugitang, mentre a sud, in direzione del Caspio, svetta la catena del Kopet Dag. Il paesaggio della parte più occidentale del Turkmenistan è poi particolarmente insolito: i canyon di Turkmenbasy, le montagne multicolori e il paesaggio lunare di molte zone ne fanno uno degli angoli più malinconicamente belli del paese. Secondo una stima del 2007, gli abitanti del Turkmenistan sono poco più di 5 milioni. L’economia è prevalentemente rurale, con circa metà della superficie irrigata del paese coltivata a cotone, di cui il Turkmenistan rappresenta il decimo produttore mondiale. Importante è anche l’allevamento, un tempo prevalentemente nomade e oggi, dopo lo scavo di numerosi pozzi, in larga parte sedentarizzato: si allevano perlopiù ovini, per ottenere carne e lana, spesso destinata alla lavorazione di preziosi tappeti. Fra le attività artigianali, infatti, la tessitura del tappeto ricopre ancora una straordinaria importanza, che mantiene viva l’antica tradizione tessile dei clan che abitano il Turkmenistan: i Tekke, i Salor, i Saryk, gli Yomut, gli Igdyr, i Chodor, gli Arabatchi e i Goklan. Tutti nomi, questi, che richiamano specifiche e rinomate qualità di tappeti.

 

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